Anche noi abbiamo un sogno!

mlkc.jpgNell’aprile dello scorso anno, si celebravano le esequie di Matteo, un ragazzo di Torino morto suicida per i soprusi dei suoi compagni di scuola e l’indifferenza dei suoi insegnanti. Un piccolo gruppo cristiano di Firenze organizzò un incontro di preghiera per commemorare Matteo e per richiamare l’attenzione delle comunità cristiane sulla violenza che nasce dal disprezzo anche per gay, lesbiche, transessuali e transgender.

L’iniziativa fu condivisa da altri gruppi cristiani e il 28 giugno 2007 si celebrarono veglie di preghiera in numerose città italiane.
Anche quest’anno, Milano ricorderà Matteo, alla vigilia del quarantesimo anniversario della morte di Martin Luther King, il pastore battista che ha pagato con la vita l’impegno per superare il pregiudizio e la paura.

«Io ho sempre davanti a me un sogno… che un giorno questa Nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali [...] e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza.» (Martin Luther King)

E’ questa anche la nostra speranza: vincere con l’amore i pregiudizi e le discriminazioni che ancora feriscono e creano sofferenze a tanti di noi.

La veglia di preghiera si terrà mercoledì 2 aprile 2008 alle ore 21 presso la Chiesa evangelica battista di Via Pinamonte da Vimercate 10 a Milano (MM2 Moscova).

2 Commenti a “Anche noi abbiamo un sogno!”

  1. Mauro scrive:

    Ho saputo da un ragazzo che frequenta il Guado che ci sono stati circa 100 partecipanti… c’era dunque la chiesa piena. Un buon risultato!!

  2. Gianni Geraci scrive:

    Inizio con il dire a tutti che sono contento che, dopo anni di silenzio, anche a Varese la comunità GLBT, riprenda a confrontarsi.
    Quanto alla veglia a cui ho partecipato, posso dire che la Chiesa Battista era effettivamente piena. Probabilmente c’erano poco più di cento persone, perché abbiamo distribuito dei lumini e di duecento ne sono rimasti un’ottantina.
    Anche lo scorso anno, quando abbiamo fatto la prima veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia al Tempio Valdese, c’erano comunque già un centinaio di persone: la differenza è che questa volta, oltre alle persone legate ai gruppi di omosessuali credenti, ho visto persone che provenivano da varie realtà ecclesiali del dissenso: un piccolo passo in avanti verso un coinvolgimento di chi, nelle chiese, ha capito che le persone omosessuali costituiscono una grande ricchezza per chi vuole viere pienamente il Vangelo.

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