Quando la cura non serve (al paziente)
Domenica 6 Gennaio 2008
Ho scoperto oggi l’articolo di un giornalista di “Liberazione”, organo di stampa di Rifondazione Comunista, che per sei mesi si è finto gay e ha iniziato un percorso terapeutico proposto da un gruppo cattolico che opera a Roma presso un centro di psicoterapia. La notizia, ripresa poi da varie testate, si può leggere qui.
Il direttore del centro si è poi difeso sostenendo che lui e i colleghi non hanno mai fatto pressioni ai pazienti per cambiare l’orientamento sessuale, ma pare che l’Ordine degli Psicologi del Lazio abbia intrapreso un’indagine su questo e casi simili.
Per sgombrare il campo da tanta confusione e ignoranza che esiste ancora oggi in Italia su questi temi, voglio rammentare che gay si diventa, senza una scelta volontaria, come normale possibilità dello sviluppo umano. Così come eterosessuali non si nasce, ma si diventa come altrettanta normale possibilità dello sviluppo. Non sono io a dirlo, ma decenni di ricerche e studi scientifici che hanno portato non solo ad eliminare l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali, ma anche a considerarla un’espressione del tutto naturale dell’affettività e della sessualità umana.
Questa è infatti la posizione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di tutte le Associazioni ufficiali che rappresentano gli psicologi e gli psichiatri europei e americani. L’APA, l’Associazione degli Psicologi Americani, per esempio, riporta nel suo sito una nota informativa sull’omosessualità molto chiara ed esplicita.
L’Ordine dei Medici e quello degli Psicologi italiani considerano un grave abuso professionale, passibile di sanzioni deontologiche, ogni tentativo del professionista volto a modificare l’orientamento sessuale di un paziente.
Pertanto se qualcuno incontrasse qualche medico, psicologo o psicoterapeuta che si propone di “guarire” dall’omosessualità o promette di modificare l’orientamento sessuale di una persona è invitato a segnalarlo all’Ordine di competenza (di solito è provinciale per i medici e regionale per gli psicologi). I riferimenti per come contattare l’Ordine degli Psicologi della Lombardia si possono raggiungere da qui.
