Buon anno nuovo da Varese è QUEER

Il 2007 si sta concludendo, e gli auguri per un eccellente 2008 sono d’obbligo ma anche sinceri e sentiti.

In questo anno appena trascorso abbiamo inaugurato questo blog ed il progetto di gruppo che si sta di seguito sviluppando. Il lavoro fatto non è stato tanto, ma i primi risultati si sono visti, e siamo fiduciosi che nell’anno nuovo riusciremo a concretizzare più progetti e più importanti, anche grazie ai legami che si stanno stringendo tra tutti i gruppi della fascia pedemontana.

Il 2007 è stato l’anno europeo delle pari opportunità. Per noi italiani, ad onor del vero, le pari opportunità sono state messe in grande difficoltà, ma la vera occasione persa è stata quella di non fare comunicazione ed informazione nel merito. Infatti quasi nessuno da noi si è accorto degli sforzi dell’UE in merito alle politiche di pari opportunità.

Chiudo questo saluto con una nota di colore. Passerò infatti il capodanno in Libano, una nazione che mi ha sempre affascinato e che oggi rappresenta una grande sfida per la conquista dei diritti delle persone GLBT in medioriente. Nonostante l’omosessualità sia infatti illegale, è l’unico paese in cui di fatto non c’è una vera repressione, ed in cui si stanno organizzando gruppi e ci sono locali.  Qui potete leggere lo “stato di fatto”, ed io spero di portarvi un piccolo reportage dal mio viaggio.

Buon fine 2007 e buon inizio 2008. Bevete responsabilmente, e fate l’amore :)  

From: Rainbow Lebanese Nonprofit Store

4 Commenti a “Buon anno nuovo da Varese è QUEER”

  1. davide scrive:

    buon viaggio, ale!!!!e soprattutto buon 2008!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. ZioMario scrive:

    Chiuso definitivamente il blog su spazioblog ( anche a causa di virus che infettavano il portale), ho ricominciato l’avventura blogghettara su http://ziomario.splinder.com
    Passo di qui per farti gli auguri di un buonissimo 2008, pieno di serenità, amore, soldi e tanto sesso!!!!

  3. Paolo scrive:

    Buon 2008 ad Alessandro e a tutti i lettori del Blog!!! Io e il mio compagno abbiamo trascorso il capodanno a Madrid, splendida capitale di un paese, la Spagna che grazie al suo Governo ha fatto delle pari opportunità il proprio cavallo di battaglia…. A Madrid ho fatto l’esperienza di una società tanto simile alla nostra per la cultura e modi di essere della gente, ma anche tanto diversa negli atteggiamenti e nei valori… sul rispetto delle diversità soprattutto… La differenza dall’Italia su questo è davvero visibile e palpabile…

    Mi permetto di incollare qui sotto un discorso di Zapatero che è passato alla storia, riferito all’approvazione del matrimonio omosessuale in Spagna, ma anche agli altri paesi, perché come dice egli stesso nel testo tutte le società contemporanee sono spinte da DUE FORZE IRREFRENABILI: LA LIBERTA’ E L’UGUGLIANZA…….

    Signore e signori,

    oggi il mio governo sottomette definitivamente all’approvazione della Camera il Progetto di Legge che modifica il Codice Civile in materia di diritto per contrarre matrimonio, in stretto compimento di un accordo elettorale tra i cittadini e questa Camera. Riconosciamo oggi in Spagna il diritto delle persone a contrarre matrimonio con altre persone dello stesso sesso. Prima di noi lo hanno fatto Belgio e Olanda, e l’altro ieri il Canada. Noi non siamo stati i primi, ma sono sicuro che non saremo nemmeno gli ultimi. A breve verranno molti altri paesi, spinti, Signore e Signori, da due forze irrefrenabili: la libertà e l’uguaglianza.

    Si tratta di un piccolo cambiamento nel testo di legge: si aggiunge appena un paragrafo nel quale si stabilisce che il matrimonio avrà gli stessi requisiti e gli stessi effetti quando i contraenti saranno dello stesso sesso o di sesso differente; un piccolo cambiamento nella lettera che porterà un grande cambiamento nella vita di migliaia di nostri compatrioti.

    Non stiamo legiferando, Signore e Signori, per gente lontana ed estranea. Stiamo ampliando le opportunità di felicità per i nostri vicini, per i nostri colleghi di lavoro, per i nostri amici e per i nostri famigliari, e allo stesso tempo stiamo costruendo un paese migliore, perché una società migliore è quella che non umilia i suoi membri.

    In un romanzo intitolato «La famiglia» il nostro Luis Cernuda scriveva: «Come si fa ingannare l’uomo e quanto invano / Da regole che proibiscono e condannano». Oggi la società spagnola da una risposta a un gruppo di persone che per anni sono state umiliate, i cui diritti sono stati ignorati, la cui dignità è stata offesa, l’identità negata, la libertà repressa. Oggi la società spagnola gli concede il rispetto che meritano, riconosce i loro diritti, reinstaura la loro dignità, afferma la loro identità e restituisce la loro libertà.

    E’ vero che si tratta solo di una minoranza; però il suo trionfo è il trionfo di tutti. Sebbene ancora non lo sappiano, è anche la vittoria di coloro si oppongono a questa legge, poiché è la vittoria della libertà. La sua vittoria rende migliori tutti noi, rende migliore la nostra società.

    Signore e signori, non c’è aggressione alcuna al matrimonio né alla famiglia nella possibilità che due persone dello stesso sesso si sposino. Ma tutt’al contrario, quello che c’è è uno spazio per realizzare la pretesa di queste persone di regolare la loro vita in conformità alle norme ed alle esigenze del matrimonio e della famiglia. Non c’è nessuna violazione dell’istituzione matrimoniale, anzi esattamente l’opposto: valorizzazione e riconoscimento del matrimonio.

    Sono cosciente che alcune persone e istituzioni sono in profondo disaccordo con questa modifica della legge. Desidero esprimere loro che, come altre riforme che l’hanno preceduta, questa Legge non genererà alcun male, che la sua unica conseguenza sarà il risparmio dell’inutile sofferenza di esseri umani. E una società che risparmia inutili sofferenze ai suoi membri è una società migliore. Ad ogni modo, manifesto il mio profondo rispetto verso quelle persone e quelle istituzioni, e voglio altresì richiedere lo stesso rispetto a coloro che appoggiano questa Legge.

    Agli omosessuali, che hanno sopportato sulla propria pelle la derisione e l’affronto per anni, chiedo che al valore dimostrato nella lotta per i propri diritti aggiungano ora l’impegno della generosità ed esprimano la propria gioia in rispetto a tutte le credenze. Con l’approvazione di questo Progetto di Legge il nostro Paese compie un passo in più lungo il cammino della libertà e della tolleranza che iniziò con la Transizione Democratica.

    I nostri figli ci guardano con incredulità quando gli raccontiamo che non tanto tempo fa le loro madri avevano meno diritti dei loro padri e se gli raccontiamo che le persone dovevano rimanere unite nel matrimonio, persino contro la propria volontà, quando non erano già più in grado di convivere. Oggi possiamo offrirgli una bella lezione: ogni diritto conquistato, ogni libertà raggiunta è stato il frutto dello sforzo e del sacrificio di tante persone che dobbiamo oggi riconoscere e di cui dobbiamo andare orgogliosi. Oggi dimostriamo con questa legge che le società possono migliorare e che si possono ampliare le frontiere della tolleranza e restringere lo spazio dell’umiliazione e dell’infelicità. Oggi, per molti, arriva quel giorno che evocò Kafavis un secolo fa: «Più tardi, in una società migliore, qualcun altro, fatto come me, certamente si mostrerà e agirà liberamente».

    JOSE’ LUIS RODRIGUEZ ZAPATERO

  4. Gian Mario scrive:

    Tanti auguri da FamigliaFantasma. Pochi sanno che per più di un anno ho vissuto a Varese, come pendolare, per vivere con io mio uomo (ora mio ex).
    Ho un bel ricordo di quella città così immersa nella natura ma poi non per questo noiosa…

    Viauguro ogni successo!
    FamigliaFantasma

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