Se la provincia (e la chiesa) è dura con i gay…

ruggin.jpgLo abbiamo visto ieri sera su Canale 5 a “Ciao Darwin, nella singolare  sfida “ETERO contro GAY”. Sto parlando di Alberto Ruggin (nella foto), il ragazzo di Este, in provincia di Padova, che ha fatto il suo coming out partecipando alla trasmissione nella squadra gay.

Ma Alberto, oltre ad essere omosessuale, è politicamente di destra e cattolico praticante.

 Fin qui nulla di strano, se non fosse che il coming out gli è costato caro.

Ancora prima che “Ciao Darwin” andasse in onda si è diffusa la notizia che il parroco di Este lo aveva espulso dal coro della chiesa e limitato la sua partecipazione alle attività parrocchiali, trovandole incompatibili con il semplice manifestare pubblicamente il proprio orientamento sessuale.

Il contesto è quello di una provincia, quella di Padova, che con la nostra provincia di Varese condivide l’alta produttività e la ricchezza economica ma anche la chiusura di mentalità, l’ignoranza su certi temi e l’omofobia.

Due cose mi colpiscono di questa vicenda. La prima sono i valori che un certo clero cattolico veicola con il proprio comportamento: mi sembrano agli antipodi da quelli insegnati da Gesù che stava bene con i diversi, predicava amore e accoglienza, non mi risulta abbia mai escluso nessuna persona con cui sia venuto in contatto.

La seconda è l’ostinazione di alcuni omosessuali nel volere a tutti i costi unire esperienze che, purtroppo per come vanno le cose oggi in Italia (e in Vaticano) non possono ancora stare insieme, come il dichiarare pubblicamente la propria omosessualità con l’impegno attivo nella chiesa cattolica.

Ben venga la rottura degli steccati per favorire la messa in discussione e il cambiamento, a patto però di non lamentarsi poi per gli effetti ottenuti. A chi, invece, dovesse lamentarsi voglio dire che ci sono le chiese cristiane di base, quelle protestanti, tanti gruppi giovanili laici!

Chi non ci vuole perché ritiene che abbiamo il male addosso, pace all’anima sua. Forse non ci merita. Se non riusciamo ad accettare di non essere graditi da tutti, io credo che il problema sia un pò anche nostro.

Un Commento a “Se la provincia (e la chiesa) è dura con i gay…”

  1. mattia scrive:

    Trovo corretto il commento di Paolo basterebbe però che la Chiesa facesse come la diocesi di Innsbruck e si leggesse bene il documento pastorale pubblicato da quella chiesa : “La via della Chiesa è l’uomo” Documento pastorale della diocesi di Innsbruck (promulgato il 3 maggio 1998). L’unico esempio di riflessione di una chiesa locale cattolica sul tema dell’omosessualità. Lo si trova nel sito del gruppo di Milano “La Fonte” : http://www.gruppolafonte.it/ nel link “Documenti”
    E così dovrebbe fare pure il parroco di Este, invece di prendersela col ragazzo dovrebbe essere Lui, prete, meno ignorante e più coerente con l’insegnamento del Vangelo.

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