Varese reagisce al RomaPride

In seguito al mio articolo con galleria fotografica sul RomaPride 2007 su VareseNews, i lettori hano reagito con diverse lettere al direttore.

Posto che almeno sollevare un dibattito è già un aspetto positivo, qui dove le tematiche glbt sembrano essere assenti, i toni delle lettere non sono positivi. Vediamo quindi di poter dare almeno una risposta a ciascun lettore.

Partiamo con la lettera di Roberta Lattuada, che all’interno di un ragionamento dignitoso, dice ad un certo punto che ‘ci sono tantissime persone omosessuali che vivono appieno la loro vita, che lavorano, studiano, si amano, si lasciano, sono impegnati in attività, che fanno insomma tutte quelle cose normali come è giusto che sia senza la necessità di indossare piume di struzzo e perizoma per dimostrare che esistono e reclamare sacrosanti diritti.’
Vero, verissimo. Ma vuole quindi dire che un gay può dimostrare al mondo che esiste solo se è conforme ai canoni medi della società? Solo se è straight acting (ovvero con un comportamento simile ad un etero)? Moltissime persone la pensano così, ma questa è già una forma, lieve, di omofobia. Chi è effemminato, che si sente in un corpo che non è il suo, dovrebbe nascondersi?

Carlo di Viggiù punta l’attenzione su un’intervista del telegiornale ad un uomo baffuto in cui ‘la telecamera ha zoomato inquadrandolo per intero ed eccolo nel suo pieno splendore, tutto villoso con indosso solo un reggiseno ed un perizoma fuxia, proprio nel momento in cui rivendicava anche il diritto di poter, in futuro, adottare un bambino‘.
Tre spunti di riflessione. Uno, quando mai impareremo a leggere i mass media? Il mezzo televisivo obbliga di per sè ad essere brevi ed estrimizzare. E questa cosa funziona particolarmente bene se si vuole essere faziosi. Sarebbe possibile sapere su quale canale era l’intervista?Avrei qualche idea… Due, ogni manifestazione ha i suoi eccessi. Il signore baffutto era maschera di sè in quel momento, ma che ne sai lei di come è tutti i giorni? Magari un padre migliore di lei. Magari migliore di un uomo che all’apparenza è buon padre di famiglia che i suoi eccessi li nasconde nell’auto di una prostituta. Never say never. Tre, in mezzo a 500.000 persone, 1, 2, 10, 1000 coglioni ci posson pure essere, no?

Ultima lettera quella di Elena Maretti, che si chiede ‘ per quale motivo, a differenza di tutti gli altri tipi di manifestazioni, al Gay Pride (stando alle riprese televisive) un buon numero di partecipanti è mezzo nudo?
La risposta è in parte già nella domanda: le riprese televisive enfatizzano, possono assicurare che non sono così tante le persone mezze nude! E comunque, pochi o tanti, perchè si spogliano? Perchè ol pride è una manifestazione di commemorazione della nascita del movimento gay (1968) , e quindi anche una festa, che eccede consapevolmente con i toni per contrastare l’oscurità in cui alcuni vorrebbero chiudere la popolazione glbt.

Un Commento a “Varese reagisce al RomaPride”

  1. Tresnovios scrive:

    Non sono riuscito ad entrare nel sito di Varesenews, ma tutto sommato, dalla tua sintesi, Varese non ha reagito poi così negativamente. E’ vero, i media ci mettono del loro, questo lo sappiamo tutti, ma allora perchè non prevenire rinunciando per una volta agli eccessi, considerato il momento delicato nella lotta per i diritti? Ogni battaglia per essere vinta richiede delle strategie: attuarle può costare qualche sacrificio che è ripagato però dalla vittoria finale. Ho come l’impressione che non tutti i partecipanti al Pride avessero ben in mente la situazione e fossero più preoccupati di cogliere al volo l’opportunità della festa e basta.
    Des

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